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L' IMPRINTING
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Il primo passo per stabilire una comunicazione aperta e completa con il proprio cane consiste nel dargli il giusto imprinting.
Il termine in inglese significa impronta e rinvia all'atto di stampare qualcosa, di impressionare, come si fa con la pellicola fotografica. Nel mondo degli animali il termine è utilizzato per far riferimento ad una fase precisa dello sviluppo del piccolo, caratterizzata da una spiccata predisposizione a fare e memorizzare ogni tipo di esperienza: tutto quello che accade, tutti gli stimoli visivi, olfattivi, uditivi, tutti i legami creati in questo arco di tempo resteranno per sempre stampati nella memoria e condizioneranno il carattere ed il comportamento, le interazioni sociali e le scelte sessuali.
Si tratta in altri termini di una forma particolare di apprendimento, che avviene in una fascia temporale precisa e limitata, per poi concludersi in maniera irreversibile.
Lo studio di Lorenz e Mainardi
Il primo a parlarne è stato Konrad Lorenz, che nel 1935 pubblicò i risultati di lunghi studi fatti sul comportamento della sua famosa oca Martina. Lorenz descriveva l'imprinting come il momento critico in cui il piccolo impara a riconoscere le caratteristiche della propria specie, quindi dei genitori e degli "amici", cioè di tutti quelli che a lui si avvicinano in quel determinato lasso di tempo lasciando impronta di sé, del proprio odore, della propria voce, nel suo apparato percettivo.
L'arco temporale destinato all'imprinting varia da specie a specie, ma per tutte si tratta di un periodo critico in cui, secondo Danilo Mainardi, è come se l'organismo mettesse in atto un naturale meccanismo di selezione. Una sorta di bilanciamento tra le informazioni che vanno memorizzate e fissate per sempre, perché indispensabili alla sopravvivenza e le altre che arrivano dopo e non servono più, visto che il piccolo, superato il periodo critico, dovrebbe aver appreso tutto ciò che gli serve.
L'imprinting nel cane
Nei cani l'imprinting non comincia subito, perché i piccoli non sono in grado appena nati di recepire tutti gli stimoli che devono essere fissati. Il periodo sensibile comincia infatti dalla terza/quarta settimana, da quando si attivano le capacità visive. Da questo momento il cucciolo appare disponibile ad ogni tipo di esperienza, spinto dalla forte necessità di raccogliere dal mondo esterno più segnali possibile e mettere a fuoco l'immagine di specie. E' in questo periodo infatti che si produce il legame genitore-prole (imprinting filiale) e il legame di coppia (imprinting sessuale), si fissano le preferenze alimentari (imprinting alimentare) e si sviluppa l'attaccamento all'ambiente (imprinting sull'habitat).
Il processo dura fino alla settima settimana e l'insorgere della paura verso ciò che è esterno indica che il periodo sensibile è finito. Il cucciolo si mostra infatti più prudente e diffidente: ha paura proprio perché, avendo avuto una certa dose di esperienze, teme tutto ciò che non rientra in quelle esperienze a lui familiari.
Socializzazione primaria
Nella fase dell'imprinting, definita anche di "socializzazione primaria" (Mainardi) il cucciolo prende confidenza con cose, persone e stimoli che vanno a formare in lui una sorta di eredità culturale, di cui fanno parte anche i comportamenti acquisiti. Si tratta di un bagaglio assimilabile a quello genetico, almeno dal punto di vista della mancanza assoluta di plasticità e flessibilità.
Per questo è fondamentale per il possessore di un cane sapere come intervenire in questo delicato momento, diversamente rischia di compromettere per sempre il sano sviluppo del proprio amico: una cattiva esperienza o la mancanza di esperienze utili a socializzare con gli altri cani o con gli uomini rimarranno impresse per sempre e predisporranno il cane a paure, incertezze e aggressività. E' necessario invece che nell'arco di questo mese il cucciolo sia<
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