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Dopo Darwin ( '800)

Gli studi sul comportamento, numerosi in questo periodo, si orientano alla scoperta dell’atomo del comportamento, cioè di quel fenomeno più semplice che come nel campo della fisica, determinerebbe nelle diverse combinazioni con altri atomi, tutti gli altri più complessi fenomeni. Tra i più noti studi del periodo ricordiamo la teoria dei tropismi di Loeb, del riflesso condizionato di Pavlov, dei behaviouristi di Watson e Skinner.

Jacques Loeb e i tropismi.

Il fisiologo tedesco (1859-1924) di fede positivista e meccanicista punta a dimostrare che il comportamento animale nasce esclusivamente come risposta a stimoli ambientali esterni, riducendolo ad un collage di azioni che non sono altro che reazioni fisico-chimiche a certi stimoli. Si individuano quindi i principi dei movimenti obbligati o tropismi (azioni coatte) nella luce, nel calore, o in altri agenti fisici, cui l’organismo dell'animale al pari di un automa risponderebbe meccanicamente. Ma il dato inspiegabile era che tali movimenti spesso risultavano illogici e contrari ad ogni istinto di sopravvivenza.

Ivan Pavlov e il riflesso condizionato.

Lo scienziato russo (1849-1936) cercò di ricostruire il comportamento partendo dal riflesso condizionato, cioè da una reazione prodotta nell’animale in cattività da un agente esterno, che l’animale si abitua ad associare ad un preciso stimolo che gli viene fornito subito dopo. Il primo agente diventa quindi automaticamente lo stimolo chiave, che attiva il riflesso condizionato. In realtà il metodo con cui veniva studiato il riflesso condizionato, se da un lato era utile a testare i sistemi sensoriali degli animali, dall'altro dava informazioni fuorvianti sul reale comportamento. E' stato infatti messo in discussione, perché isolava arbitrariamente la singola reazione dal contesto estremamente vario in cui l’animale vive e si muove e che non è quello coatto del laboratorio.

John Watson e i Behavioristi.

Lo statunitense John Watson insieme a Burrhus Skinner suo erede definiva lo studio del comportamento "una branca sperimentale oggettiva della storia naturale" nel Manifesto detto del behaviorismo. I behavioristi continuano ancora a pensare all'animale come ad una macchina priva di istinti, che risponde agli stimoli sulla scorta di nozioni apprese. I loro studi e le loro osservazioni si svolgono rigorosamente nell'ambiente artificiale del laboratorio e si concentrano sul fenomeno dell'apprendimento.

Segue : Gli Oggettivisti e l'etologia classica. (Anni '30)



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