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L’INFLUENZA DELLE STRUTTURE NELL’ESPRESSIONE CROMATICA DEL PIUMAGGIO
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Relazione di Cosimo Ing.Alfonzetti – Giudice Nazionale FOI Macerata 12 Ottobre 2002 -Convegno
“Le molteplici applicazioni degli animali domestici quale terapia”
I colori del piumaggio sono prodotti in diversi modi. Alcuni originano da meccanismi relativamente semplici collegati ai pigmenti, sostanze ad alto potere di assorbimento. Tali sostanze chimiche assorbono una modesta frazione di raggi luminosi incidenti, e dopo averli opportunamente filtrati riflettono soltanto una parte dello spettro luminoso. La luce bianca viene trasformata e la superficie interessata dal pigmento prende un colore determinato dalla natura del corpo pigmentario e dalla qualità dell’assorbimento.
In altri casi, l’effetto cromatico, è dovuto a fenomeni ottici più o meno complessi che si riproducono a livello di strutture molto più fini le quali mettono in atto sia il fenomeno della riflessione ottica su mezzi non omogenei e sia fenomeni d’interferenza. La fine struttura delle piume interviene in entrambi i casi per modificare l’aspetto cromatico. La conseguenza è che l’interazione di tali fattori può offrire una gamma di “impressioni cromatiche” estremamente vasta.
COLORI CHIMICI
Sono legati alle melanine e ai pigmenti carotenoidi. Le melanine sono pigmenti più diffusi nel modo animale. Sono all’origine delle colorazioni nere, grigie, brune e giallo-brunastre tanto frequenti negli uccelli. Hanno inoltre la funzione di schermo assorbente, funzione importante per la produzione dei colori fisici. In particolare è a livello delle melanine che intervengono quelle caratteristiche interferenze delle colorazioni di numerose mutazioni (opale, eumo, topazio etc.). I granuli di melanine si dispongono sia nelle barbe che nelle barbule. Esperimenti hanno provato che l’intensificazione della pigmentazione melanica è strettamente legata all’umidità ambientale.
I pigmenti carotenoidi sono all’origine della maggior parte delle colorazioni giallo o rosse. I carotenoidi si trovano sciolti nelle parti grasse della cellula già nell’abbozzo della piuma; vi si concentrano sino a formare ammassi vivamente colorati già nella fase di formazione della cheratina. La cheratina prende, quindi, il colore del pigmento carotenoide che vi si diffonde progressivamente; al contrario le melanine formano granuli stratificati I caroteni si dispongono nella parte distale della piuma mentre nella parte prossimale c’è ricchezza di melanine (cardellini…). Si diffondono soprattutto nelle barbe impedendo la differenziazione delle barbule quando la loro concentrazione supera un certo livello. Per tale motivo non si ritrovano nelle penne che permettono il volo (remiganti e timoniere).
COLORI FISICI
Sono quelle colorazioni del piumaggio legate a fenomeni di fisica ottica e trovano la loro origine nella conformazione delle strutture del piumaggio. Le colorazioni fisiche sono sempre presenti ed accompagnano quelle chimiche modificandone l’aspetto cromatico.
E’ possibile individuarne l’influenza sia a livello di macrostrutture e sia a livello di microstrutture. Le macrostrutture influenzano fortemente la conformazione esterna del piumaggio condizionandone la lucentezza nonchè l‘intensità della radiazione colorometrica, ma anche l’espressività di alcuni caratteri tipici. In particolare la differenza, in termini strutturali, tra un piumaggio intenso e brinato, indipendentemente dalle mutazioni genetiche che riguardano l’espressività dei cromatofori, è dovuta alla diversa angolazione d’innesto delle barbe sul rachide e non a diversa concentrazione dei pigmenti. Le microstrutture influenzano invece tutte quelle colorazioni metalliche e quelle non dovute alla presenza di pigmenti specifici (verde, blu, viola …) Tali colorazioni sono dovuti a due fenomeni fisici diversi:
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