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EDUCARE UN CANE

Vorrei porre una domanda :
ho un cane di 4 anni che si chiama Billy è molto vivace e allegro e credetemi....molto intelligente, ma c'è un problema, che cerco di risolvere da un pò anni.
Billy non è stato educato da piccolo e adesso diventa difficile insegnargli quello che deve o non deve fare.
Comunque la mia domanda è:
come potrei domare questo leone scalmanato??????


Educare un cucciolo è un po’ come educare un bambino piccolo e bisogna farlo in ogni momento in cui si interagisce con lui.
IL cucciolo presenta tanti comportamenti, alcuni graditi e alcuni sgraditi : sta al padrone selezionare quelli graditi e premiarli e stare ben attento a non premiare quelli sgraditi.
L’unico importante segreto per crescere un cucciolo equilibrato, che rispetti il padrone e abbia fiducia in lui (o lei) è attenersi a questa regola ogni momento della giornata e cercare di essere coerenti.

Se il cane è adulto e ha già sviluppato comportamenti sgraditi bisogna soffermarsi a riflettere su ognuno di questi comportamenti e chiedersi qual è il premio che li ha rinforzati.
Un esempio classico è quello del cane che salta addosso.
Perché non smette di farlo nemmeno se viene sgridato?
Il saltare addosso è un modo di attirare l’attenzione del padrone e anche sgridare e agitarsi è un modo di dare attenzione.
La strategia per far estinguere questo comportamento è non dare al cane nessun tipo di attenzione e quindi non guardarlo, non parlargli e tenere le braccia conserte per evitare movimenti delle mani che potrebbero eccitarlo.
Accanto a questo “non premio” per il comportamento sgradito bisogna però anche trovare il modo di dire al cane che cosa vogliamo da lui e quindi dovremo premiarlo se non salta addosso o meglio ancora se si siede per avere le carezze invece di saltare addosso.
Questo è un tipico esempio di come si educa un cane, insegnandogli quello che è gradito e non solo cercando di reprimere quello che è sgradito.
E’ evidente che per controllare il saltare addosso bisogna prima arrivare alla conclusione che il premio per il saltare addosso è l’attenzione del padrone e di conseguenza la punizione più efficace è non dare questa attenzione.
Altro esempio tipico è il cane che tira al guinzaglio; è evidente che lo scopo del cane che tira è andare avanti, annusare nuovi odori, arrivare al parco…
Il cane che tira ottiene il suo scopo: lui tira e il padrone, pur cercando di opporsi con tutte le sue forze, va avanti.
Il di tirare viene premiato e quindi si rinforza sempre di più.
Esclusi i mezzi di coercizione fisica non accettabili dal punto di vista etico l’unico modo di far smettere al cane di tirare è non andare avanti quando tira.
Cambiare continuamente direzione ogni volta che il guinzaglio si tende è una strategia efficace, così come concentrarsi nel procedere in avanti solo se il guinzaglio non è teso avendo cura di lodare il cane quando non tira.
Come nel caso precedente la cosa importante è capire cosa premia il comportamento sgradito e agire di conseguenza.
La maggior parte dei cani “maleducati” hanno ricevuto dai padroni messaggi confusi e contraddittori e si sono in qualche modo “educati da soli”, col risultato che i padroni non ne hanno il controllo.
La rieducazione di un cane adulto è certamente più difficile dell’educazione di un cucciolo perché le esperienze fatte interferiscono nel nuovo processo di apprendimento: l’intervento di un buon educatore che possa dimostrare in pratica quello che è necessario fare costituisce certamente un valido aiuto.
Se il cane da rieducare presenta anche problemi comportamentali e non solo difficoltà nell’addestramento di base, per esempio è aggressivo o eccessivamente pauroso, l’intervento di un terapista comportamentale è indispensabile.

Lorella Notari
 
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