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Notizie dagli Allevamenti



QUADERNO ICARO n.19
INDICI GENETICI NELL' ALLEVAMENTO CINOTECNICO




Presentazione

“Indici genetici nell’ Allevamento cinotecnico” vuole essere un contributo pragmatico e innovativo nel tentativo di uscire da rigidi schemi regolatori storici (“selezione”) per passare a criteriologie più flessibili e attendibilmente efficaci (“controllo”), mediante l’adozione di parametri valutativi – appunto gli “indici genetici” – robustamente e utilmente significativi e attraverso il coinvolgimento sempre più ampio e responsabile dell’Allevatore.
Il Quaderno n.19 si compone di due parti: nella prima parte illustri Studiosi ed Esperti – Paolo Carnier, Luigi Gallo, Lucia Menegazzo, Paolo Piccinini – descrivono con apprezzata chiarezza il senso e il valore degli indici genetici nei riguardi di patologie scheletriche su base ereditaria del cane; nella seconda parte Francesco e Anna Morandi, esperti “storici” del cane di razza Boxer, elaborano un progetto di Allevamento certamente innovativo, analizzando e motivando con accuratezza le modalità di una possibile transizione dalla “riproduzione selezionata” alla “ riproduzione controllata”.
Le criteriologie espresse dagli Autori appaiono peraltro estensibili anche ad altre razze canine.
Nell’ambito di queste tematiche l’Associazione ICARO ha da tempo previsto nei suoi programmi l’organizzazione e comunque la promozione di una “Consensus Conference” sulla displasia dell’anca del cane.
I contenuti del Quaderno n.19 contribuiscono indubbiamente a giustificare un modello di intervento tecnico e scientifico che porti a sintetizzare il complesso e delicato settore della displasia dell’anca come pure della spondilosi, delle cardiopatie congenite nel cane e di altri eventi ad induzione genetica quantitativa. Tale modello di intervento ha anche lo scopo di stimolare la produzione e l’acquisizione di nuova conoscenza, nonché l’adozione di comportamenti comuni.
Nell’augurare agli Autori il migliore recepimento e la più ampia condivisione di quanto formulato, sia concesso allo scrivente di ricordare, con ancor viva gratificazione, la sua partecipazione al 3° Congresso di Allevamento del Boxer Club d’Italia, svoltosi a Roma (Borghesiana) nell’ormai lontano 8 ottobre 1988, con la relazione:
“Displasia dell’anca e selezione genetica:nuovi emergenti criteri valutativi”
(Bollettino AIVPA n.3,1989: 211-222)

Con i complimenti di
Enzo Righi
Presidente ICARO


 
INDICI GENETICI E PATOLOGIE SCHELETRICHE A BASE EREDITARIA DEL CANE
(Prima di due parti)

Paolo Carnier1, Luigi Gallo1, Lucia Menegazzo1, Paolo Piccinini2

1 Dipartimento di Scienze Animali
Università degli Studi di Padova
Agripolis, viale dell’Università 16, 35020 Legnaro (PD)
E-mailpaolo.carnier@unipd.ita

2 Centrale di Lettura delle Malattie Scheletriche Corso Isonzo 99/A, 44100 Ferrara



Obiettivo di questo breve articolo è l’illustrazione del significato, caratteristiche, aspetti metodologici e utilizzo degli indici genetici nell’attività di selezione e di miglioramento genetico del cane di razza pura in relazione ad alcune patologie a base ereditaria. Nell’ambito delle popolazioni canine, oltre alla ricerca della rispondenza dei soggetti a specifici requisiti morfologici, comportamentali ed attitudinali, si osserva una sempre più crescente attenzione, da parte di allevatori, proprietari e veterinari, al benessere ed alla salute del cane.



Caratteri polifattoriali

Molte delle caratteristiche di un cane rientrano nell’ambito dei caratteri quantitativi, noti anche con i nomi di caratteri polifattoriali, complessi o poligenici. La peculiarità di questi caratteri risiede nel loro determinismo fenotipico in cui intervengono sia effetti genetici, esercitati da un numero elevato di geni (complesso poligenico), che effetti non genetici, comunemente indicati con il nome di effetti ambientali, i primi in concorso con i secondi. Allo stato attuale delle conoscenze e malgrado i progressi ottenuti nell’ambito della biologia molecolare e della genomica, i geni responsabili della manifestazione fenotipica individuale di tali caratteri, il loro effetto specifico, il loro numero e la loro localizzazione a livello del genoma animale sono sconosciuti.
Alcune patologie ad accertata base ereditaria del cane, quali la displasia dell’anca e la spondilosi deformante, rientrano nell’ambito di questa tipologia di caratteri (Carnier et al., 2004; Sturaro et al., 2005). Quanto descritto in precedenza permette la facile comprensione del perché la selezione dei candidati riproduttori basata sulla semplice comparazione del loro fenotipo per queste patologie, vale a dire in funzione dei risultati del mero esame radiologico, costituisce un approccio poco efficiente alla lotta contro queste malattie scheletriche.
E’ inoltre opportuno ricordare che l’efficacia della selezione basata sul dato fenotipico individuale, in altre parole la sua capacità di ridurre l’incidenza e la gravità di queste patologie in una popolazione canina, è in funzione del grado di ereditabilità del carattere quantitativo.
Uno studio recente (Sturaro et al., 2005) ha messo in evidenza come il grado di ereditabilità della valutazione del grado di displasia secondo la metodica FCI (Federazione Cinologica Internazionale) per la popolazione italiana di Boxer e Pastori Tedeschi sia modesto, raggiungendo valori pari a 24 e 15%, rispettivamente. Il concetto sottinteso da questi valori è il seguente: quando raffrontiamo i risultati radiologici di un gruppo ampio di cani, ad esempio un centinaio di Pastori Tedeschi, le differenze osservabili nella valutazione FCI attribuita ai singoli soggetti, dipende solamente per il 15% da differenze genetiche (diverso effetto del complesso poligenico individuale), mentre la quota rimanente di variabilità dipende dall’influenza esercitata da fattori ambientali. In tali condizioni, l’utilizzo del fenotipo individuale quale criterio di scelta dei riproduttori, come attualmente avviene in molte popolazioni canine, produce cambiamenti irrisori della situazione patologica della popolazione. In altre parole, il fenotipo individuale rappresenta, per la displasia dell’anca, un criterio selettivo scarsamente affidabile.



Gli
 
DALLA RIPRODUZIONE SELEZIONATA ALLA RIPRODUZIONE CONTROLLATA
(Seconda di due parti)

di Francesco e Anna Morandi


Le nuove norme sulla riproduzione selezionata, entrate in vigore con D.M.n.20894, hanno stimolato l’attenzione di molti Allevatori di Boxer in quanto vengono ad aprirsi nuove prospettive criteriologiche.

NormeTecniche Libro Genealogico del Cane di Razza
Il testo completo del D.M.n.20894 del 18 aprile 2000

(Apri per leggere il testo)




INTRODUZIONE


Il presente documento nasce dalle riflessioni e dall’esperienza sul campo di molti allevatori, ma anche di appassionati della razza Boxer nonché da una analisi sulle opportunità scientifiche e legislative attualmente fruibili. Noi, sottoscrivendo il documento,vogliamo evidenziare la nostra filosofia di approccio al problema:
  • monitorare il maggior numero di Boxer
  • avere conoscenza del più alto numero di dati e quindi avere più strumenti per allevare con scienza e coscienza
  • avere il controllo morfologico, comportamentale e sanitario della razza Boxer su di una popolazione rappresentativa.


La nostra proposta, di seguito presentata, è supportata dagli interessanti risultati già ottenuti attraverso la cultura del controllo e quindi della riproduzione responsabile, ma senza nessun particolare “paletto” all’allevamento.
(vedi i successi in parte ottenuti sul controllo delle cardiopatie ereditarie)

Il D.M.n.20894 del 18 aprile 2000, che per ben 5 anni non è stato regolamentato, è certamente una opportunità interessante per l’allevamento italiano che può, utilizzando il Registro della Riproduzione Selezionata , differenziare una vera produzione controllata da quella che nasce senza sorveglianza e che viene spesso commercializzata in maniera irresponsabile (vedi importazioni, grossisti commercianti di cani ecc.ecc.)
Purtroppo il D.M. non può essere modificato nei sui punti essenziali e quindi non è possibile nominare diversamente il “Registro della Riproduzione Selezionata” che sarebbe stato più opportuno titolare “Registro della Riproduzione Controllata”.
Il termine "Registro della Riproduzione Selezionata" è infatti improprio in quanto in zootecnia "Selezione" significa "scelta degli individui da destinare alla riproduzione sulla base del loro merito genetico" il che presuppone l'esistenza di uno strumento (scientificamente validato) di quantificazione del merito genetico dei candidati riproduttori per le caratteristiche di interesse e sulla base del quale operare la selezione , cioè la scelta.
Applicato alla razza Boxer è attualmente attivo uno studio, con la collaborazione della Università di Padova, che individua l'indice genetico stimato e che, al momento, è mirato su tre aspetti selettivi: displasia, spondilosi, stenosi subaortica e polmonare ( a breve).
Poichè l'iscrizione a RRS non prevede ( pur non escludendoli) l'esistenza di strumenti di tale natura e considera solo i caratteri fenotipici, può non esistere, di fatto, alcuna reale selezione.

Non è permesso ovviamente aggiungere un ulteriore registro per i Boxer controllati, ma possiamo , in fase di regolamentazione, utilizzare gli strumenti che il D.M. ci mette a disposizione, individuando percorsi che siano quindi coerenti con tutto ciò che fino ad ora abbiamo costruito per la nostra razza, conformandoci, fra l’altro, allo spirito del decreto stesso.

Il D.M. prevede che ogni Società Specializzata faccia proposte alla CTC e che quindi per ciascuna razza vengano stabiliti i requisiti per una valutazione sintetica riportante la qualifica minima, (basata sul carattere, la socia
 
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