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| Lorenz Konrad |
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Vita e studi
Nato ad Altenberg, un paese austriaco sulle rive del Danubio nel 1903, ha ufficialmente inaugurato l'era moderna della scienza del comportamento animale.
Figlio di Adolf, noto medico, Lorenz studiò medicina per far contenti i genitori, ma la sua vera passione era la zoologia che coltivò fino a laurearsi anche in questa disciplina. Studiò il comportamento degli animali, a partire dagli uccelli e il Danubio fu per lui lo scenario ideale per osservazioni ed esperimenti con taccole ed oche. Il suo primo animale fu una salamandra regalatagli dal padre, poi una piccola anatra domestica e cani, sempre cani. Rimase a Vienna fino al 1940, lavorando come assistente di anatomia e poi lettore di anatomia comparata e psicologia animale. Non smise di studiare e di scrivere neanche nei quattro anni di prigionia durante la guerra e infatti le sue riflessioni riportate alla buona sulla carta dei sacchi di cemento, sono state pubblicate postume nel "manoscritto russo" (più noto con il titolo "L'altre faccia dello specchio"). Ritornato a Vienna decise di dedicarsi esclusivamente allo studio del comportamento degli animali, fondando così le basi scientifiche della moderna etologia.
Dal dopoguerra in poi ci fu per lui una vera escalation, culminata nel Nobel per la fisiologia e la medicina, ottenuto nel '73 per i contributi fondamentali dati agli studi etologici, insieme a Niko Tinbergen e Karl von Frisch. Dal '61 al '73 rivestì la carica di Direttore dell'Istituto Max Plance per la fisiologia del comportamento a Seewiesen in Baviera. Si intensificava intanto il suo impegno per la salvaguardia dell'ambiente, tanto che nel '72 partecipò alla redazione del manifesto del "Gruppo ecologico" e la sincera preoccupazione per la catastrofe ecologica lo portava ad intervenire spesso in trasmissioni televisive e radiofoniche.
Pensiero
Riconosciuto all'unanimità come il padre dell'etologia moderna, ha continuato a studiare e scrivere opere di grande fama fino agli ultimi anni (è morto nel 1989) e le innegabili doti di narratore rendono ancora più accattivanti i suoi libri, dove il rigore dello scienziato si fonde con la sensibilità dello scrittore (BIBLIOTECA).
La Scuola da lui inaugurata si dedica in primo luogo alla definizione chiara del comportamento e dell'istinto
Ad imprimere una direzione decisiva ai suoi studi sull'istinto è l'incontro con il neuro fisiologo Erich von Holst che lo porta a confutare la tesi dei comportamentisti, convinti che il comportamento nasca dalla combinazione di una serie di risposte a stimoli esterni. Da qui la definizione sempre più precisa di istinto, basata sulla scoperta che gli animali agiscono anche per automatismi spontanei e innati e non solo per riflesso a stimoli esterni.
Parte della fama di Lorenz è legata poi agli studi sull' imprinting condotti sull'oca Martina e sui numerosi cani, inseparabili compagni di vita, grazie ai quali ha scritto preziose pagine di etologia che fanno luce sull'affascinante rapporto fra l'uomo e il cane.
Metodologia di lavoro
Fu lui ad inaugurare la Scuola cosiddetta "obiettivista", una metodologia di studio basata sui fatti e non su ipotesi preconfezionate, che richiede quindi una capacità analitica alla Sherlock Holmes (diceva Lorenz).
Fu lui a dare forza alla necessità di un'indagine comparata e a spingere, insieme all'inseparabile compagno di studi Tinbergen, per un'osservazione degli animali anche nel loro habitat naturale.
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