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Notizie dagli Allevamenti



 
GIRIFALCO (falco rusticulus)

Forza e coraggio sono due qualità che distinguono il girifalco e non può essere eguagliato.
Così pensava Federico II, grande estimatore dei girifalchi, e a lui va il primo posto nella graduatoria dei falchi usati in falconeria, per qualità venatorie e morfologia.
Tra i falchi è il più grande, ha notevole potenza in volo ed è capace di raggiungere grandi altezze in un batter d’occhio con un volo quasi verticale.
Addestramento: viene addestrato con la stessa tecnica usata per il falco sacro, carreggia e fa il cambio.
Sta in quota molto facilmente per la sua portata alare ed ha un volo inconfondibile, agile sia in verticale che in orizzontale; vola con padronanza e sicurezza, attento a ciò che avviene sotto di lui. Quando conosce il logoro, si aspetti a richiamarlo per far sì che possa aumentare i giri.

Per il volo a monte non occorre particolare addestramento: non appena lo si scappuccia per il volo, parte subito e in un attimo è già in quota.
Si protegga la trasmittente per evitare che la rovini col becco.

Alimentazione: è meno vorace del pellegrino; il cibo più adatto è il pollo giovane o coniglio, anche i piccoli mammiferi (es. cavie peruviane…),evitare i piccioni perché non si infetti con tricomonas gallinarum.
Prede grandi: fagiani e anatre, le starne invece sono troppo leggere per la sua mole.
Caccia a vista alle lepre, dopo essere stato introdotto alla traina.

Nel Medioevo era considerato per la caccia alle gru e agli aironi, caccia oggi non più praticata.

Carattere: alquanto composito, tra quello del falco sacro e del lanario, ad addestramento ultimato è di indole calma. Non così all’inizio quando gli si impone il cappuccio per la prima volta, diventa addirittura isterico.
Non è di natura socievole, solo col tempo lo diventa. E’ tra i falchi più intelligenti, ha grande espressività negli occhi grandi e bellissimi.

Pur essendo riusciti a farlo nascere in cattività il suo costo è molto alto se non proibitivo.


FALCO PELLEGRINO

Non c’è falco che lo possa eguagliare nella picchiata, nella penetrazione di discesa che è da mozzafiato, nessuno gli sta alla pari: è il cacciatore aereo per eccellenza.
A parità di volume, rispetto ad altri falchi, è il più pesante, il più compatto e denso.
Ha piume robuste dall’aspetto metallico, la sua morfologia, al primo colpo d’occhio, ci suggerisce forza e potenza; i suoi colori sono poco appariscenti e sfumano compenetrandosi tra loro.

E’ un abilissimo cacciatore aereo, non sbaglia un colpo! Nella caccia a terra però è goffo e ridicolo, con andatura lenta, dondolante e saltellante, non essendo adatto a quel tipo di caccia.

Addestramento: il suo addestramento è tra i più facili: poiché ha sempre bisogno di cibo, è solerte nel saltare al pugno per ricevere il compenso e meglio ancora nel venire al logoro.
E’ un falco poco imprevedibile, il più sincero e lineare, quello che riserva meno sorprese.

Alimentazione: necessita di grande quantità di cibo per il gran consumo di energia che impiega nel volo; ha metabolismo molto accelerato e consuma subito anche se non vola.

Carattere: non si classifica tra i falchi più intelligenti, è piuttosto magnifico atleta, uno specialista nella caccia.
E’ di indole buona, non ha molta paura e si adatta alle circostanze.
Non è molto espressivo e comunicativo, ha una psiche impenetrabile e sta sulle sue con grande dignità.

La sua aggressività è superiore a quella di altri falchi, forse per il suo notevole e veloce consumo di cibo.Uccide la preda con naturalezza e con una tecnica quasi indolore ed immediata.

La velocità di crociera si aggira dagli 80 ai 100 km orari.

Distinzione tra maschio e femmina: i maschi sono più altani delle femmine, più cacciatori e imprevedibili.
La femmina ha un comportamento più equilibrato e più stabile, ed è il “falcone” vero e proprio.
Peso di volo femmina gr. 900 circa; peso di volo maschio gr. 550 circa.

Il pellegrino è il simbolo della falconeria, cioè il magnifico.


FALCO SACRO – cherrug

Non si sa con precisione perché venga chiamato falco sacro; forse perché nell’antico Egitto rappresentava una divinità, ma è solo un’ipotesi.
Comunque sia, è tra i più grandi falchi d’alto volo.
Nella religione egizia impersonificava il dio Horus, figlio di Iside e Osiride, venne rappresentato in tombe e templi e ancor oggi è il logo della compagnia aerea egiziana.
Nel tempio di Edfu di epoca tolemaica dedicato al dio falco si possono ammirare quattro gigantesche sculture in granito grigio che lo rappresentano.

Non nidifica nella valle del Nilo, ma vi sverna ed è molto probabile che gli Egizi, nel vederlo fare lo spirito santo, cioè librarsi alto in cielo e stare immobile in tale postura, abbiano creduto davvero che fosse una divinità.

Ha un piumaggio meno brillante di quello degli altri falchi, e fa il bagno raramente solo nella sabbia fine e asciutta.
La sua muta è relativamente rapida.

Addestramento: si usino gli stessi accorgimenti validi per il falco pellegrino e per tutti i falchi di alto volo.
Bisogna stare molto attenti nell’alimentarlo, perché è il classico “infingardo” che simula di morir di fame anche se non è vero.
Sopporta a mala pena il cappuccio, occorre infatti molta perizia nel farglielo accettare e nel metterglielo.
Viene al pugno e al logoro con molta facilità e all’inizio è meglio usare un logoro pesante perché non lo asporti: è una sua caratteristica asportare logoro e preda.
La sua picchiata non è penetrante come quella del pellegrino, per la sua superficie alare veleggia in quota anche con pochissimo vento e sa sfruttare le correnti termiche ascensionali.

Nel complesso il suo addestramento è abbastanza facile, ha memoria notevole, è sempre all’erta.
Non si abusi nell’uso del logoro per evitare che sfarfalli a quota bassa in attesa del logoro, cioè del cibo.
Brutta abitudine da fargli perdere: tende a “dare il cambio” ad altri volatili che vede e li rincorre per prenderli(se lo fa una volta, lo farà poi quasi sempre).

Nei paesi arabi è utilizzato per la caccia alle otarde e alle ubara col volo a vista.
Quando il falco è sulla preda lo si aiuta ad immobilizzarlo: per questa “caccia grossa” si utilizzano soprattutto le femmine.

Alimentazione: il giusto dosaggio della sua alimentazione è di importanza basilare, va alimentato con cibi scarsamente proteici (carne di coniglio e carne lavata),
non ci si deve mai lasciar intenerire dalla sua richiesta di cibo, tranne quando è in muta poiché deve ricevere più cibo.
Importante è che sia pesato quotidianamente prima di farlo volare per controllare il suo peso “forma”.

Distinzione tra maschio e femmina: peso di caccia indicativo del maschio è di 800 gr., quello della femmina è di 1000 gr.


FALCO LANARIO (biarmicus feldeggii)

A parità di massa, è meno denso del pellegrino del quale è anche meno veloce, meno irruente e meno aggressivo, ma è più furbo e intelligente. E’ sempre secondo al pellegrino, anche se,ben addestrato, si dimostra un vero falco capace di non sbagliare una preda che di nuovo aggancia in volo. Addestramento: si addestra facilmente, purchè il falconiere abbia ben compreso la sua indole. Viene al pugno con facilità anche da notevoli distanze, sopporta con indifferenza il digiuno, veleggia con facilità ed è molto manovriero. Prenda anche a terra perché si ferma in un attimo.
E’ bravo in rimessa, anche quando è in volo a 50/70 metri alto sopra il falconiere e viene chiamato col fischio: si precipita in picchiata e si posa con eleganza sul pugno. Carattere: è di indole calma e composta, non dibatte e non ha scatti isterici.Non carreggia come il sacro e la preda viene subito uccisa. Ha una salute di ferro. Distinzione tra maschio e femmina: peso di caccia indicativo del maschio è di 600 gr., quello della femmina è di 700 gr.


ALFANETTA (biarmicus erlangerii)

E’ un falco di bell’aspetto, più piccolo ma elegante ha testa molto espressiva e piumaggio compatto.
In volo è molto simile al pellegrino, leggero ma brillante.Fa bene il volo a monte girando alto e stretto sopra al falconiere, caratteristica di questa specie.
Prende il logoro in aria con un tale accanimento da riuscire a fare 30/40 passate.
Accetta bene il cappuccio, fa raramente il bagno, non è vorace.
Muta un po’ in ritardo rispetto ad altri falchi.

Addestramento: si addestra come tutti i falchi d’alto volo, apprendendo molto rapidamente gli esercizi.
Negli ultimi stadi non usare troppo il logoro, per evitare che sfarfalli a bassa quota vedendo cibo a disposizione.
Distingue bene da altre persone il falconiere che se vuole può fargli fare qualsiasi esercizio, senza però trasformarlo in una marionetta.

Alimentazione: prima di metterlo in volo bisogna pesarlo con cura, il peso forma deve essere il 15% in meno del peso di muta: il cibo va dosato con parsimonia perché non perda interesse alla caccia.
Si consiglia di farlo cacciare a giorni alterni, facendogli fare buon gozzo quando caccia e dando pochissimo cibo il giorno dopo.

Carattere: è intelligente e molto furbo.
Un combattimento impegnativo non fa parte della sua natura, per cui necessita di prede di dimensioni ridotte. Ha una salute di ferro ed è molto longevo.

Distinzione tra il maschio e la femmina: peso di caccia indicativo del maschio è di 550 gr., quello della femmina è di 700 gr.


FALCO SUBBUTEO – LODOLAIO

Gli inglesi lo chiamano “hobby”, cioè passatempo.
E’ un pellegrino in miniatura, soprattutto la femmina, per piumaggio e testa.
Ha un volo molto alto, simile a quello di una rondine, con ali incredibilmente strette e lunghe.
E’ tutto ali e in volo batte un’ala dopo l’altra, proprio come fanno le rondini, con un battere alternato e appena impercettibile.
E’ un buon volatore, ma non è molto adatto per la falconeria, poiché non è aggressivo né coraggioso e col tempo diventa troppo dipendente dall’uomo.
Se insegue un uccello è velocissimo. Non è adatto a fare il falco da caccia, nonostante sia piacevole vederlo volare, ma è tutto lì.


FALCO COLUMBARIUS – SMERIGLIO

Per i suoi meriti lo dobbiamo definire “piccolo grande falco”.
Nel piumaggio, sempre un po’ scomposto, assomiglia al girifalco e al sacro e la sua struttura è quanto di meglio si possa vedere in un falco. Come il sacro ha anche lui il vizio di carreggiare perciò attenti ad usare un logoro
alquanto pesante, almeno all’inizio e, quando è sul logoro, attenti ad avvicinarsi offrendogli pezzetti di buona carne. Addestramento: è un falchetto coraggioso, irruente che esegue l’alto volo quando caccia le allodole ma sa benissimo cacciare anche dal pugno.
Tutti gli uccelli di una certa taglia non hanno scampo: li prende in volo o in rimessa.
Certe volte se la preda si infratta, sta fermo in aria e fa lo spirito santo per individuarla meglio, la sua portanza alare rispetto al suo peso glielo permette.

L’attrezzatura radio trasmittente deve essere leggerissima.
Quando lo si porta a volare è buona norma avere nella borsa una quaglia per l’eventuale recupero.
Il momento migliore per la caccia con lui è il tardo pomeriggio.

Alimentazione: ha metabolismo veloce, cioè consuma molto in fretta e necessita di mangiare due volte al giorno.
Si nutre in prevalenza di piccoli uccelli e quaglie.

Carattere: è un falco intelligente e furbo, lo dimostra la testa grossa e l’occhio grande sempre all’erta.
Se lasciato parecchi giorni senza attività diventa nervoso, si dibatte o diventa apatico, pare che intristisca.
Non tollera il cappuccio, ma è consigliabile che lo porti.
Il suo coraggio è simile a quello di un falco grande, nonostante sia così leggero.

Distinzione tra maschio e femmina: il maschio non raggiunge i 170 gr., la femmina arriva a malapena a 220 gr.


FALCO TINNUNCULUS - GHEPPIO

Molti sono i falconieri che hanno iniziato la falconeria con il gheppio.
Ha un carattere simpatico e divertente, salta con facilità al pugno, è rapido nel venire al logoro.
Lo si può addestrare con facilità, a patto che non sia imprintato.
Al contrario, se non lo è, è docile e piacevole, si abitua ai cani e all’ambiente circostante. Se addestrato bene può prendere qualche allodola e non più. Il gheppio non è adatto alla caccia, ciò che si riesce a fare con lui è ben poca cosa.
Forse questa antipatia per la caccia in volo è data dal fatto che in natura caccia uccelli e piccoli topi che sono fermi sul terreno o che si sono appena alzati da terra.
Usa la tecnica dello spirito santo: resta fermo sull’aria, sembra sospeso ad un filo invisibile per poi fare una picchiata sull’ignara preda.
E’ utile agli allievi falconieri, proprio perché è un falchetto intelligente e alla mano.

Il gheppio, in cattività perde tutta l’aggressività che invece hanno i suoi parenti in libertà.


ASTORE (astur palumbarius)

Appartiene agli accipitrini, che sono alquanto dissimili dai falconidi (a cui appartengono tutti gli altri falchi appena elencati) per carattere, tipo di volo e comportamento.
Anche la tecnica di caccia è molto diversa. Il falcone raramente rincorre la preda, per cacciare sfrutta l’altezza. L’astore o lo sparviero invece la rincorrono sempre, oltre che sfruttare la sorpresa dell’agguato. Si mimetizzano tra i rami di un’alta conifera per piombare fulminei sull’ignara preda.

Addestramento: è simile a quello dei falconidi. Vanno portati sul pugno, pesati quasi quotidianamente.
E’ preferibile abituarlo al cappuccio anche se alcuni falconieri non lo usano; certo è un po’ difficoltoso farglielo accettare, ma è indubbio che lo tiene calmo.
Nell’addestrare un astore occorre avere i nervi molto saldi. Segue il falconiere come un “cane volante” e appena scorge una preda passa tra i rami ad una velocità stupefacente per piombarle addosso; mentre lui vola nel bosco si crea il silenzio, noi non vediamo niente e lui è già sopra la preda.
Poiché è vorace, può cacciare tutto il giorno. Per il suo addestramento occorre meno tempo che per i falconidi, ma molta più pazienza. Bisogna imparare a sopportarlo poiché si dibatte per un nonnulla e portarlo il più possibile sul pugno, più avanti verrà il pugno senza cortesia.
Pur essendo un falco da pugno viene facilmente al logoro come tutti i falchi da caccia, il logoro è l’ultima spiaggia per recuperarlo quando è su un ramo e non vuole scendere al pugno.

L’astore non fa alto volo, la sua altezza di volo in orizzontale è di 5-10 metri da terra nei primi 100 metri la sua velocità è fantastica, poi gradatamente decresce.
Nel giardinarlo non usare il blocco ma una pertica curva affinché la coda non si rovini. Anche per l’astore, quando vola libero, si deve usare la radio; il trasmettitore va preferibilmente agganciato nelle piume della coda.

L’astore in caccia può partire dal pugno ad una distanza di 5-10 metri dalla ferma del cane.
Si deve alzare il pugno per fargli capire che è in posizione di caccia. Attenzione a non farlo partire sottovento, sarebbe un errore gravissimo!!!
Sue prede più comuni sono fagiani, starne, anatre, cornacchie, pernici se maschio.
La femmina in più caccia la lepre e il coniglio. Poiché quando si va a caccia ricorriamo al cane per stanare la preda, è importante abituarlo alla sua presenza fin dai primi momenti dell’addestramento.
E’ importante inoltre non farlo dibattere in continuazione, tenerlo cioè il più calmo possibile con l’uso del cappuccio nei trasporti e in altre circostanze.

Alimentazione: almeno ogni 5 giorni occorre fargli fare buon gozzo, sopporta il digiuno più di ogni altro falco da caccia; è consigliabile farlo volare a giorni alterni tenendolo a digiuno il giorno che non caccia e facendogli fare buon gozzo quando caccia.

Carattere: è un essere primitivo a cui madre natura non ha insegnato ad uccidere la preda tempestivamente come gli altri falconidi, ma una volta catturata non se la lascia certo sfuggire.
E’ scostante ed ha sempre paura dei cani e delle persone che ha intorno, scatta per un nonnulla, soprattutto il maschio.

Distinzione tra maschio e femmina: peso di caccia indicativo per astore maschio è di 720 gr., per astore femmina è di 920 gr.


SPARVIERO (accipiter nisus)

Gli sparvieri sono astori in miniatura, piccoli, aggressivi, veloci, sempre bramosi di prede, coraggiosi sino alla temerarietà. Addestramento: è alquanto difficile poiché non lo si può abbassare di peso come con l’astore per renderlo ubbidiente. Occorrono pazienza ed esperienza, anche perché lo sparviero non è affatto robusto e può morire facilmente, ha molta paura di tutto e la sua psiche è delicata.

Va addestrato sul pugno facendolo saltare su e giù molte volte al giorno, lo si deve abituare al cane avvicinandolo e facendoglielo conoscere a poco a poco, l’uso del cappuccio è vivamente consigliato anche se non lo tollera tanto facilmente. Alimentazione: d’estate va nutrito due volte al giorno; vivere per lui è cacciare, quindi per farlo vivere a lungo portalo sempre a caccia per fargli mangiare le prede da lui stesso catturate.
A differenza dell’astore non lo si deve mai abbassare di peso né farlo stare a digiuno.

Distinzione tra maschio e femmina: c’è molto dimorfismo sessuale, la femmina pesa quasi il doppio del maschio che una volta veniva chiamato “moschetto”.

In preferenza il maschio cattura allodole, capinere, tordi, pigliamosche, piccioni, colombi ed altri volatili di piccola taglia; la femmina in più cattura pernici, starne e mammiferi al di sotto di una certa taglia.
Quando si va a caccia di starne occorre l’aiuto del cane, mentre quando si va a piccoli volatili collo sparviero maschio il cane non serve.


FALCO DI HARRIS (parabuteo unicinctus)

Recentemente in falconeria è comparso l’harris, un accipitrino curioso che vive nel Texas meridionale e nell’Argentina Centrale.
E’ intelligente e facile da addestrare: In libertà, caccia in gruppo, cosa che nessun falco fa mai.

Distingue il suo falconiere dagli altri con facilità. E’ armato bene, anche più dell’astore: ha zampe ed artigli di tutto rispetto, adatti principalmente a catturare piccoli mammiferi. Nel bosco segue facilmente il falconiere da albero ad albero, è un falco-cane.
E’ un falco che viene bene al pugno ed anche al logoro, grazie alle sue qualità e alla sua domesticità, si riproduce bene in cattività.
Ha un volo lento, per cui non riesce a prendere che piccoli mammiferi o prede lente.

Carattere: è il più ubbidiente e tranquillo falco da pugno che si conosca, tanto che non è necessario abituarlo al cappuccio anche se è molto utile quando si trasporta.

Difficilmente si agita e non ha paura dei cani, è adatto ad un aspirante falconiere, senza farsi però grandi illusioni: non è rappresentativo degli altri falchi, questo è più un falco da compagnia.


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