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| L'INCROCIO |
tratto da "LUPI TRAVESTITI" Le origini biologiche del cane domestico di Barbara Gallicchio
"LA COPERTINA "
Altri nuovi eventi evolutivi originano dall'incrocio (o ibridazione),nel senso che il nuovo assorbimento genetico può frammentare,diversificare e fornire disarmonie strutturali. Perciò,da un lato nascono possibili novità,mentre dall'altro,le interazioni regolatorie dei processi di ontogenesi possono accomodare perturbazioni genetiche e risultare nella formazione di un fenotipo integrato (Alberch,1982). E' di estremo interesse,per noi che studiamo l'origine delle razze,comprendere che i limiti a tali disarmonie dipendono dall'abilità dell'organismo di accomodare,cioè far coesistere e funzionare,vari sistemi organici e comportamentali.
Evans & Christensen (1979) hanno rilevato che, se da un lato le varie razze hanno una estrema variabilità nella posizione dell'occhio, la dimensione dell'orbita, taglio dimensioni delle palpebre, ecc., il globo oculare è costantemente quasi sferico, con un raggio di 11 mm nella maggior parte dei cani, indipendentemente dalla dimensione del corpo e dalla razza. In poche parole, la grandezza dell'occhio vero e proprio è sempre la stessa o quasi. La forma del cranio di un Boston Terrier adulto(brachicefalo) è, come proporzioni, quella di un lupo neonato. I due Autori sopra citati hanno dimostrato che la maggior differenza sia nell'aggiustamento delle arcate zigomatiche e delle ossa frontali, per accogliere i globi oculari di dimensioni "adulte". In sostanza,questo cane ha il cranio con la forma di un lupo neonato, contenente occhi uguali a quelli di un adulto, e,nella cavità cranica, un cervello di volume pari a quello di un lupacchiotto. Ma nelle mascelle "neonate"sono impiantati denti definitivi (anche se piccoli) e non decidui! Occhi e denti non hanno nulla di neotenico. L'esempio citato è illuminante per comprendere come organi originariamente progettati per far parte di un certo disegno strutturale, vengano invece assemblati in disegni assai modificati e che, grazie al potere di adeguamento dell'animale in via di sviluppo, riescono ad essere adattati alla nuova condizione in modo che l'organismo risultante, alla fine, sia funzionale. Si potrebbe dedurre - seguendo ancora Coppinger - che lo stop marcato, così tipico delle razze a muso corto, sia un accomodamento epigenetico delle ossa frontali che devono accogliere un occhio adulto in un cranio da cucciolo. Epigenetico: processo durante l'ontogenesi di sviluppo di parti dell'organismo, che dipende da fattori non previsti geneticamente in toto, ma risultanti dalle necessita adattative dell'embrione o del feto
Stockard (1941) ha dimostrato che gli incroci fra due cani di razze diverse per forma della testa, danno luogo a cuccioli con forme intermedie, tranne quando uno dei genitori è un Bulldog o un Bulldog Francese, in tal caso, infatti, la brachicefalia risulta dominante, anche se non di tipo semplice. Si comprende, quindi, come sia stato facile mantenere o introdurre tale caratteristica anche a partire da pochi individui che la possedevano. E questo vale anche per i piccoli cani orientali da compagnia. L'ibridazione ha effetti sorprendenti, come per la forma morfologica, anche per il comportamento. Gli incroci non si comportano come i loro genitori (Fox, 1978), in quanto si producono nuove combinazioni di tempi di insorgenza o di scomparsa e di sequenziamento di schemi motori. Vari Autori accolgono la tesi che l'incrocio sia un potentissimo sistema evolutivo, che crea una miscellanea di geni regolatori dello sviluppo. Poiché ci è nota l'origine delle razze moderne, quasi tutte nate dall'incrocio di razze preesistenti, ne p
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