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Per le schede delle 345 razze riconosciute vedi Schede cani








TRE INDIANA JONES: Siberian Husky, Alaskan Malamute e Samoiedo


Se provate a fare un'indagine che punti a capire quali siano i cani che legano a sé l'idea dell'avventura scoprireste quasi certamente che nell'immaginario collettivo di cinofili, e non, sono i cani nordici: Samoiedo, Alaskan Malamute o Siberian Husky. Se poi vi fermate un attimo a pensare che il desiderio di avventura e di evasione è, per ciascuno di noi, l'antidoto migliore alla ossessiva routine quotidiana capireste perché queste razze siano così popolari e desiderate. Le ragioni di quest'idea che ciascuno s’è fatta degli Indiana Jones delle razze canine le trovate nella gran quantità di romanzi, films e documentari che da quasi cent'anni ci raccontano imprese di uomini temerari e di cani temprati ad ogni difficoltà che si muovono alla scoperta di territori inesplorati e alla caccia di oro e pellicce.
A cucire quell'etichetta di Indiana Jones addosso a queste razze nordiche ci hanno pensato i romanzi di Jack London e i films che ne sono stati tratti, le fortunate serie di documentari sulle popolazioni del Grande Nord, i reportages delle conquiste dei poli, i documenti scritti e filmati delle imprese del Duca degli Abruzzi, del comandante Nobile, di Scott, di Amundsen, di Fogar e di tanti altri che hanno sfidato la Natura proprio dove essa e più inospitale alla conquista di Artico ed Antartico. Ma perché il Duca degli Abruzzi se ne portò più di 120 nelle sue spedizioni polari? Perché Amundsen se li portò con sé nella scoperta del “passaggio a Nord-Ovest" e li volle ancora nelle spedizioni in Antartico? Perché anche Scott non ne poté fare a meno in Antartide e le cose gli andarono bene fintanto che li utilizzò nelle sue esplorazioni e pagò, invece, con la vita sua e dei suoi compagni la scelta dei ponies nella sua ultima spedizione? Non certo perché questi cani avessero fama di Indiana Jones, ma semplicemente perché erano da sempre i cani che Eschimesi, Samoiedo, Finlandesi, Groenlandesi, Malamuti, avevano usato sulle gelide distese di ghiaccio per dare la caccia alle renne, per il traino delle slitte e per difendersi dall’attacco dei lupi.
Il “nordico", insomma, non è un eroe costruito negli studi cinematografici né il frutto della fantasia degli scrittori, ma è un “duro” per destino, per mestiere e per forza; quasi a dispetto di quella bellezza ed eleganza di forme che non poca parte hanno avuto nel suo successo. Vediamoli allora più da vicino Samoiedo, Alaskan Malamute e Siberian Husky. Parleremo di questi perché sono i più diffusi fra i cani nordici ma vogliamo ricordare che fra essi ci sono anche il Groendaldese, il Lajka e gli Eschimo.
 
Le somiglianze


L'antenato più antico di tutti e tre è il lupo artico. Da esso, in un lunghissimo processo evolutivo che è passato attraverso quei cani degli abitatori delle palafitte e che è durato fino a meno cent'anni fa, traggono origine le razze così come oggi noi le vediamo e così come sono descritte negli standards morfologici approvati dalla Federazione Cinologica Internazionale.
Anche se nell’aspetto generale differiscono sensibilmente, queste tre razze hanno, nella
testa, caratteristiche che le accomunano: profilo cuneiforme, salto naso-frontale ben marcato, muso di lunghezza uguale a quella del cranio, labbra ben aderenti al muso che chiudono l'apertura della bocca senza discendere sulla mandibola, orecchie a portamento ben eretto e di moderata grandezza, occhi a mandorla inseriti nel cranio in posizione leggermente obliqua. Tutte caratteristiche che conferiscono intelligenza e vivacità allo sguardo e richiamano alla mente l'immagine, bellissima ed inquietante, del lupo. Anche nel tronco, pur nella diversità dell'aspetto, ci sono elementi comuni frutto di una selezione che ha tenuto conto del lavoro a cui queste tre razze sono state destinate. Solo una taglia più modesta la si ritrova nel siberian husky, per il resto la robustezza è, quindi, la prima caratteristica che salta subito agli occhi.
In tutti e tre, si ritrovano un collo molto forte e un poco arcuato, arti robusti e muscolosi con ossatura forte, spalle possenti e ben inclinate, torace ampio e disceso, groppa larga e solida, piede compatto e ben fornito di peli fra le dita e i cuscinetti plantari. Qualità, queste, indispensabili a cani che sono destinati al fondo su lunghi percorsi e, per giunta, col peso delle slitte da trainare. Il mantello, pur presentandosi in lunghezze diverse (più lungo nei samoiedo, medio negli alaskan malamute e appena più corto nei siberian husky) ha un elemento in comune: la presenza di un ricco sottopelo, soffice e denso, che garantisce un eccellente isolamento termico; e non poteva essere diversamente in cani che devono poter vivere in ambienti in cui la temperatura media scende a 40/50° sotto lo zero ed è reso ancora più fastidiosa e insopportabile da venti che spirano inesorabili e a forti velocità. A proposito del mantello, è priva di fondamento la convinzione che questi cani, selezionati ed evolutisi per vivere in ambienti glaciali, soffrano per il caldo se vivono in regioni più meridionali; la verità è che essi sono in grado di adattarsi perfettamente anche ai climi temperati.


(per la descrizione morfologica del Samoiedo si veda alla sezione “Schede Razze” )<
 
Le differenze

Una diversità fra queste razze, seppure non eccessiva visto che appartengono allo stesso tipo, sta nell'aspetto generale che ci presenta il Samoiedo come un cane solido e ben piantato di 57 cm di altezza al garrese (maschi) e dal mantello completamente bianco, panna o biscotto, l'alaskan malamute come il più grande dei tre con i suoi 64 cm di altezza al garrese ed una stazza di grande sostanza, e il siberian husky come un cane alto al garrese, mediamente, 56 cm (da 53 a 60), di media sostanza, leggero e più sciolto nei movimenti.
Quanto al colore del manto, nei malamute è bianco e nero nelle sue diverse gradazioni fino al grigio chiaro, negli husky è bianco combinato con ogni altro colore. Una particolarità è nel disegno della maschera facciale che mentre nel malamute è sempre uguale ed è descritta nello standard (a forma di cuffia o maschera vera e propria), nell'husky è ammessa una varietà pressoché infinita di disegni, che si rivelano quindi un carattere quasi distintivo di ciascun soggetto, alla stessa stregua di un'impronta digitale. Qualche diversità è anche nel carattere.
Sempre fiero e attento, il samoiedo sembra quasi consapevole della sua bellezza assumendo posture che esaltano l'eleganza dell'aspetto e la spettacolarità del mantello. Il suo carattere è quello tipico dei cani da lavoro dai quali si richiede resistenza alla fatica e custodia di beni ed armenti. Ha quindi quella spiccata docilità che lo rendono compagno ideale in qualsiasi momento della giornata; sa essere un eccellente collaboratore, un prezioso guardiano e nello stesso tempo un divertente compagno di giochi. L'alaskan malamute a dispetto della sua taglia, decisamente grande, e della sua forza, fa paura solo ai pavidi che si lasciano ingannare da fattezze che ricordano molto da vicino quelle del lupo. In realtà questo cane possiede una spiccata socievolezza che lo rende poco adatto perfino alla guardia. Sa essere molto cordiale e paziente non solo con i suoi conspecifici ma anche con gli altri animali.
Il siberian husky è il più socievole dei tre. Festoso con chiunque gli capiti a tiro di naso o di zampe e mai diffidente, ha, nella maggior parte dei casi, quasi nessuna attitudine per la guardia e la difesa. Questo però non vuol dire che non sappia difendersi anche da chi è più forte e pesante di lui, sopperisce infatti alla minore prestanza fisica con una singolare agilità e prontezza di riflessi.


(per la descrizione morfologica del Alaskan Malamute si veda alla sezione “Schede Razze” )
 
Le attenzioni specifiche

Quanto alle attenzioni specifiche un richiamo va fatto a quelle da riservare al mantello di questi cani. Va spazzolato accuratamente almeno una volta alla settimana per eliminare il pelo morto. Quanto ai lavaggi è bene ricorrervi il meno possibile per evitare che il pelo, si secchi molto e perda quello strato protettivo oleoso di cui naturalmente è dotato e che serve a proteggerlo e a conservarne la buona qualità. Una attenta ispezione alla pelle, facendosi strada fra pelo e sottopelo, è poi d'obbligo per controllare la sanità della pelle su cui facilmente possono annidarsi funghi e parassiti. Altra fondamentale attenzione va riservata all'attività fisica. Non bisogna dimenticare che questi cani sono stati selezionati per il lavoro e pertanto hanno una costruzione robusta e muscolosa che va tenuta sempre nel tono giusto per evitare che il fisico si allenti perdendo quella naturale eleganza che è il punto di forza di queste razze. Periodiche passeggiate e un po' di libertà di correre all’aria aperta sono condizioni essenziali per un corretto allevamento di queste razze. Ancora meglio sarebbe impegnarli nel lavoro di traino. E per questo non preoccupatevi dell'assenza della neve: in molti centri dove si pratica questo sport alle slitte con i pattini si sostituiscono quelle con le ruote.


(per la descrizione morfologica del Siberian Husky si veda alla sezione “Schede Razze”)


Segue: Il cane da pastore maremmano - abruzzese
 
 
 
 
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